segunda-feira, janeiro 19, 2009

"È vietato digiunare in spiaggia"


"È vietato digiunare in spiaggia"
Da oggi e fino a domenica andrà in scena al Teatro Due un ritratto di Danilo Dolci.

Se è vero che molto spesso tocca al mondo dell’arte ridare vita a figure importanti che le istituzioni non hanno saputo - o voluto - mantenere vive “È vietato digiunare in spiaggia”, in scena a Teatro Due da venerdì 16 a domenica 18 gennaio alle ore 21.00, offrirà un ritratto di Danilo Dolci.

Prodotto dal Teatro della Cooperativa di Milano e interpretato da Paolo Triestino, insieme a Alessio Bonaffini, Diego Gueci, Renzo Pagliaroto, Domenico Pugliares, Francesco Vitale con la regia di Franco Però, autore del testo insieme a Renato Sarti, È vietato digiunare in spiaggia offre uno sguardo su questa figura di intellettuale italiano dimenticato, a poco più di dieci anni dalla sua scomparsa.

Animatore di lotte per i diritti, pacifista, maestro, educatore, sociologo, narratore e poeta, Dolci ha segnato con la sua opera la storia italiana recente. Candidato più volte al Nobel per la pace, l’attivista slavo-triestino si dedicò a deboli ed emarginati, subendo processi e condanne.

Il 2 febbraio del 1956 organizzò il primo sciopero “alla rovescia”: con un gruppo di disoccupati decise di ripristinare gratuitamente una strada pubblica di campagna per dimostrare la volontà di lavorare dei “banditi” (così venivano chiamati i disperati che rubavano per fame), al grido di “Nessuno potrà impedirci di lavorare, insieme, disciplinati”. Ma non gli fu permesso di completare l’impresa e gli “scioperanti” furono condannati e arrestati. Dolci fu incarcerato, processato e, nonostante l’arringa in sua difesa fosse pronunciata da Piero Calamandrei - uno dei padri della Costituzione Italiana – condannato. È vietato digiunare in spiaggia tratta proprio del famoso processo che subì per aver organizzato quello sciopero, il testo è stato scritto per lo più sulla base degli atti di quel processo. A proposito del titolo Franco Però racconta che “Il giorno prima dello sciopero alla rovescia oltre mille persone, tra braccianti e pescatori, diedero vita ad un imponente sciopero della fame, vòlto a denunciare il diffuso e tollerato fenomeno della pesca di frodo, che privava i pescatori di ogni mezzo di sussistenza. La criminalità organizzata con le reti a strascico portava via tutto il pesce sottocosta e le autorità, che sapevano di questo, accettavano per il quieto vivere.

I carabinieri sgomberarono gli scioperanti dicendo che non si poteva stare “in tanti in spiaggia” e Dolci simpaticamente rispose “veramente quando andavo con mio padre in spiaggia a Rimini c’era pieno di gente e nessuno mandava via le persone…”. Il carabiniere replicò dicendo “E poi è vietato digiunare in spiaggia!”. Dolci portò in italia le prime battaglie della non-violenza e della resistenza passiva e per questo fu chiamato il Gandhi italiano.

La particolarità dello spettacolo è che nelle varie repliche il ruolo di Piero Calamandrei è stato interpretato da personalità diverse che si sono contraddistinte nella difesa della Costituzione, dei diritti civili e della pace: fra gli altri Fausto Bertinotti, Omero Antonutti, Gianni Barbacetto, Augusto Bianchi, David Bidussa, Gian Carlo Caselli, Gherardo Colombo, Vincenzo Consolo, Daniela Dolci, Nedo Fiano, Don Gallo, Carlo Lucarelli, Dacia Maraini, Moni Ovadia, Leoluca Orlando, Marco Travaglio.

A Parma l’arringa di Calamandrei sarà presentata venerdì 16 gennaio dall’Avvocato Arrigo Allegri presidente dell’associazione Monumenta, sabato 17 dall’ex p.m. di Mani Pulite Gherardo Colombo e domenica 18 dal parroco di Santa Cristina Don Luciano Scaccaglia. Strutturato su dialoghi divertenti e spiritosi lo spettacolo offre con intelligenza esempi di genuina passione civile, evocando dai piccoli fatti quotidiani ai grandi dilemmi, l’Italia lacerata di quei tempi e restituendo luce a un personaggio il cui pensiero “universale” diventa un mezzo per comprendere la realtà di oggi.

FONTE (foto incluída): ParmaDaily.it - Parma,Parma,Italy

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