terça-feira, novembro 06, 2007

Rojo que te quiero rojo

Rojo que te quiero rojo
Il mese di ottobre, appena conclusosi, è uno dei miei mesi preferiti a Brasilia. È il mese in cui fioriscono i flamboyant: alberi che sembrano mani tese verso il cielo, dalla chioma arrotondata e un po’ schiacciata.
Quando fioriscono la chioma verde si trasforma in una festa di rosso e i rami sembrano delle mani porgono questa macchia di colore, colore rosso, caldo e passionale. Perchè tu lo possa guardare meglio, gustare meglio, sentire vicino al tuo cuore. Il rosso è, infatti, la varietà più diffusa in questa strana città dove geometria e poesia convivono l’una accanto all’altra.
«Poesia… poesia… sembra che non ci sia, poi mi prende per mano…». Una vecchia canzone echeggia distante. Ma a Brasilia è così. Sembra non esserci poesia in una cittá fatta di linee e proporzioni, poi guardi meglio e ti accorgi che è ovunque e basta saper vedere.
L’estetica architettonica si sposa con il vigore della natura e da questo matrimonio nascono squarci che sembrano inquadrature già pronte da immortalare. Flamboyant, e ancora flamboyant, flamboyant ovunque che riempiono di rosso i miei occhi, di sangue le mie vene, di calore il mio cuore e i miei pensieri, di passione il mio istinto, di vita che pulsa tutta me stessa…
Nel buio della notte tutti i colori perdono la loro vivacità, è come se si spegnessero. Mi addormento ma sono ancora immersa in un mare di rosso. Rojo que te quiero rojo. (Francesca Felici)


FONTE: Musibrasil - Italy

Nenhum comentário:

Postar um comentário